La storia di Tiashi

La storia di Tiashi nasce 11 secoli fa nel continente di Alasia, in una piccola e fiorente cittadina di nome Tahan.
Figlio di un valoroso guerriero ai servigi di Re Khlor della regione di Khumanisya e di una contadina di Adurun, un paesino vicino a Tahan, Tiashi viene iniziato fin da piccolo all'arte della guerra. Il duro addestramento iniziava alla mattina presto e culminava nel pomeriggio con altrettante ore di lavoro nei campi, a forgiare l'acciaio e a modellare la pietra; come del resto faceva la gran parte dei nani. Il tempo per gli amici era poco ed inoltre, premonitrice di quello che sarebbe stato il suo destino, una guerra premeva i confini di Khumanisya. Una guerra come lo erano state tante altre prima che lui nascesse e delle quali gli parlava un vecchio elfo che ogni settimana si recava a Tahan con un piccolo carretto, per barattare i prodotti della sua terra con gli stupendi manufatti dei piccoli esseri delle pianure. Il suo nome era Shamir, Shamir il ladro.
"Shamir!"
"Ecco il mio piccolo bipede" disse il vecchio, accennando uno stanco sorriso.
Dall'aspetto Shamir sembrava abbastanza giovane, del resto gli elfi vivevano molto più a lungo degli umani, ma negli occhi vi si leggeva un'infinita esperienza che non sembrava poter trovare posto in quell'esile corpo. Forse era solo il lineamento del viso, del resto la razza degli elfi era una razza molto affascinante. Soprattutto nelle donne si vedeva questa differenza. La loro femminilità era irresistibile per gli umani. Le donne elfo, dall'altra parte erano fortemente attratte dal fisico di questi ultimi, sicuramente più possente di quello dei maschi della loro razza.
Una di loro, Mira, si era innamorata proprio di un umano: Rhim Fireblade, cavaliere errante, una volta comandante delle guardie della Scuola di Magia del Vento braccio destro di Windlakar, potente mago del quale, purtroppo, non si hanno più notizie da ben due anni. Si dice che sia stato ucciso dalle forze oscure di cui tutti nel continente sentono ormai la presenza e qualcuno accenna agli elfi scuri provenienti da una regione nella quale nessuno ha mai messo piede: Syros. Non si ha nessuna descrizione di tale luogo, non vi sono leggende che ne parlino. L'unica cosa sicura è che chiunque si è avvicinato al sentiero che conduce all'enorme passaggio tra le montagne di Syros è tornato pazzo. Tre di questi incauti avventurieri sembra siano rinchiusi nelle segrete della Torre di Fuoco dell'omonima Scuola di Magia. L'unico che sa qualcosa di loro è Dreamstorm un giovane mago pazzo e pericoloso ex allievo della predetta scuola. Lui era l'addetto alle segrete, ma pochi giorni dopo che i tre malcapitati vennero trovati e interrogati venne espulso e cominciò a girovagare per il paese in preda al delirio lanciando incantesimi e combinando disastri. Catturato, mentre dormiva, da una squadra di apprendisti maghi, è ora rinchiuso anche lui nella torre, prigioniero di un potente incantesimo. Le sue urla e i suoi lamenti echeggiano nell'aria e giungono fino alla città vicina di Dlakar, alla ricerca di un'appiglio, di una voce che dica loro che tutto è passato e che possono tornare nelle braccia della pace, ma purtroppo la realtà non fa altro che amplificarle rendendole tragiche sensazioni a cornice della calamità che sta per abbattersi su Alasia.
"Shamir!"
"Come stai? Noto una nuova ruga vicino ai tuoi occhi. Certo che come elfo lasci un po' a desiderare, vecchio accattone. Giri con un carretto degno di un goblin e dalle tue vesti non traspare certo l'eleganza che la vostra esile razza decanta tanto. Cos'hai fatto queste ultime lune ..."
non fece tempo a finire che un gran vociare, sempre più forte, assieme ad urla, si levò dalla folla. Le grida delle donne e subito tutti cominciarono a scppare. Tiashi cominciò a chiedere ad alta voce cosa stava succedendo, ma tutti erano posseduti dal terrore e nessuno gli dava bado. Dovette atterrarne uno; con la sua forza da giovane guerriero non fu un problema. Questi, un umano, cominciò a urlare impazzito con gli occhi fissi sul terrore che in quel momento la sua mente stava concependo.
"Sono arrivati!", urlò in lacrime.
"Chi?",
gli urlò di risposta Tiashi scuotendolo come si scuote per la disperazione un caro amico appena morto, dimenticandosi della sua forza che stava per rompergli il collo.
Questi, mezzo allibito, per un attimo tacue e poi, urlando disse:
"I sei demoni della leggenda! Sono qui!. Stanno entrando in città!"
e dimenandosi si liberò e ricominciò a correre. Tiashi rimase immobile e per un'attimo gli tornò in mente uno dei tanti racconti del suo amico. A proposito, dov'era? Si girò e lo vide in piedi, davanti al suo carretto, rivolto verso la strada che portava verso di loro, nella piazza di Tahan. Tiashi non aveva mai visto quell'espressione, così calma e solenne. Si rese conto che effettivamente di lui non conosceva niente, tante storie, leggende, ma del passato nulla. E ora nei suoi occhi vi si leggeva sapienza e un enorme carisma che fino a un minuto fa lui aveva sempre considerato simpatia. Se, in quel momento, avesse dovuto affrontarlo come nemico ne avrebbe avuto paura. I suoi occhi sembrava pietrificassero tutto ciò che lo circondava, le case, la gente, la paura, ... il tempo. Per un attimo Tiashi si dimenticò di quello che stava succedendo, ma un movimento degli occhi di Shamir lo ricondusse alla realtà. Si girò nella stessa direzione, e nel tetro silenzio che era calato nella città si chiese se la tremenda sensazione di terrore che ora provava era realtà o frutto di un'incubo. Si accasciò a terra e scosse la testa, come per svegliarsi. Poi cominciò a piangere tale era la paura che provava in quel momento. Scappò a nascondersi nella direzione opposta dalla quale stavano arrivando sei esseri incapucciati. Scalpitando come un cavallo impazzito raggiunse a fatica un grosso albero e si nascose tremando dietro al tronco, prese fiato e rivolse lo sguardo verso la piazza, dove un minuto prima regnavano la vita e la gioia, i bambini giocavano e la gente svolgeva i propri affari. Ora c'era solo Shamir, col suo carretto, stagliato difronte a quel gruppo che si stava avvicinando. Li vedeva meglio ora; erano sei esseri a piedi con le vesti rosse e un cappuccio che nascondeva il volto. Sei maghi della Scuola del Fuoco, apprendisti maghi pensò dopo che il suo occhio cadde sulle meravigliose rune che adornavano le vesti.
Non riusciva però a capire quella sensazione di terrore. Un giorno aveva incrociato uno di loro sulla strada che porta a Dlakar, ma aveva provato solo timore e rispetto. E poi si sapeva, la Scuola del Fuoco, come le altre sei scuole di magia presenti ad Alasia, formavano potenti maghi pronti ad aiutare il paese.
Continuò a guardare e notò un particolare: i sei erano disposti in cerchio attorno a qualcosa che non riusciva ancora a vedere e mentre camminavano recitavano delle strane cantilene nel linguaggio della magia.
Nonostante il dolore che stava provando riuscì ad avvicinarsi nascondendosi dietro l'angolo di una delle strade che portavano alla piazza.
Raggiunto il centro di quest'ultima i sei apprendisti si fermarono. Shamir era davanti a loro. Il suo viso era tirato come non l'aveva mai visto e faceva fatica a respirare. Gli occhi erano ancora più duri e solenni, ma i muscoli della mandibola sembravano uscire dalla pelle tale era la sofferenza che stava provando.
"Salute a voi,"
disse Shamir ai sei maghi. Questi non risposero continuando a sussurrare strane cantilene.
"...che Ùmani vi protegga ...".
Non fece tempo a finire che un lungo urlo sofferente e disumano si levò dall'essere che si trovava in mezzo a loro. Seguì un leggero colpo di vento che scompigliò le vesti dei sei apprendisti. Questi chinarono la testa cercando di concentrarsi sull'incantesimo che stava sfuggendo al loro controllo. Tiashi si sentì svenire, ma il suo corpo era paralizzato dal terrore, i suoi occhi sbarrati su quell'orrore che in un'istante lacerò il corpo e le vesti dei sei apprendisti spargendo di sangue e membra il terreno attorno a quell'essere di tenebra.
- continua
(in
costruzione) ![]()
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Anche se non definitivo, è possibile seguire gli aggiornamenti di questo sito che, vi garantisco, vi offrirà la possibilità di fare un viaggio in un mondo meraviglioso, oscuro pieno di sorprese e animazioni con la possibilità di scegliere i luoghi da esplorare tramite la mappa del continente di Alasia.
Incontrerete esseri immondi, guerrieri, elfi, nani, maghi, visiterete castelli, esplorerete stanze e tutto ciò che l'astuzia e la fantasia possono creare.(ScreenShots!!)
Buon divertimento!
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Andrea Pilla, ideatore e creatore di tutto ciò che è contenuto nel sito di Tiashi (tranne i midi).
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